“Di episodi di violenza, anche tra giovani, si sente parlare sempre più spesso.” È il triste incipit che la giornalista Lidia Travaini, sempre molto attenta alle dinamiche della nostra regione, ha scelto per un suo articolo di inizio estate, l’ennesimo con l’ingrato compito di riportare una notizia che scuote le coscienze. In quel caso si trattava di due sorelle – 12 e 14 anni – che erano state picchiate a Riva San Vitale da una minorenne e una 18enne. Poco dopo, i giornali riportano la notizia di un pestaggio in pensilina a Lugano (purtroppo, non un caso isolato) al quale hanno partecipato anche alcuni minorenni domiciliati nel Mendrisiotto. Nella sua risposta a un’interrogazione del 29 ottobre 2024, il Municipio scrive: “La violenza è innanzitutto un problema sociale che richiede un approccio multidimensionale, coinvolgendo istituzioni, comunità, famiglie e servizi educativi e sociali per affrontarne le cause profonde e promuovere una cultura di rispetto e inclusione.” Una posizione che le sottoscritte e i sottoscritti condividono pienamente, considerando ogni forma di violenza l’espressione di un disagio profondo. A questo disagio risponde anche la violenza rivolta a se stessi che, in due occasioni quest’anno, è stata tale da cancellare definitivamente il futuro dei ragazzi implicati.
Come non ricordare poi dei momenti di aggregazione giovanile (tra i 12 e i 16 anni) a Coldrerio durante il periodo primavera-estate, che non di rado hanno causato disagi al vicinato e alla circolazione stradale. Dinamiche che si sono verificate anche presso le palestre di Riva San Vitale. Nella sua risposta a un’interrogazione del 26 maggio 2025, il Municipio ha riconosciuto che “le problematiche legate ai comportamenti incivili negli spazi pubblici non possono essere affrontate unicamente sotto il profilo dell’ordine pubblico, ma richiedono un approccio integrato che consideri anche le componenti educative e sociali.” Anche qui, il Municipio incontra il favore dei firmatari del presente atto parlamentare.
Questi sviluppi devono interrogare le istituzioni, che condividono con genitori e scuole la responsabilità della presa a carico delle giovani generazioni. Occorre chiarire se gli educatori che operano in prima linea hanno le risorse e le strutture necessarie a una presa a carico efficace, e se la strategia in atto sia pedagogicamente legittima, pertinente e efficace. Stiamo attraversando una fase storica che, con non poco ottimismo, ci permettiamo di definire “di transizione”, e il futuro della nostra comunità dipende anche dalle risposte che gli enti locali sono in grado di fornire.
Le firmatarie ed i firmatari della presente interpellanza si permettono quindi di porre al Lodevole Municipio le seguenti domande:
- Quali strumenti utilizza il Municipio per misurare, relativamente agli obiettivi posti, qualità e efficacia dei Servizi (Antenna sociale, Centro giovani e Servizio di prossimità) rivolti alle e ai giovani?
- Quali criticità hanno fatto emergere questi strumenti?
- Quali cambiamenti sono stati attuati a seguito di questi controlli di qualità?
- Qualora un minorenne o una minorenne, avvicinato/a dai servizi della Città, dimostrasse sintomi di un qualsivoglia disagio, qual è l’iter che viene seguito per la sua corretta presa a carico?
- Quanti giovani sono stati/e avvicinati/e e quanti sono poi stati/e agganciati/e da strutture o enti per una presa a carico maggiore durante gli ultimi due anni?
- Nel caso che questi numeri mostrino una tendenza in crescita, quali sono le strategie del Municipio per farne fronte e come sono state scelte?
- Il Municipio ha valutato, e come, l’opzione di introdurre nel Servizio di Prossimità giovani regionale, accanto quindi agli educatori e alle educatrici di prossimità, figure come quelle di psicoeducatori/trici, psicologi/e, pedagogisti/e e/o psicoterapeuti/e sul terreno che possano fornire fin da subito una presa a carico psicologica oltre che educativa?
- Dopo il successo dell’evento itinerante di Filo Conduttore, organizzato dal Servizio di Prossimità, il Municipio ritiene di voler sostenere altri eventi mondani elaborati in maniera partecipativa che offrano un’alternativa di divertimento sano ai nostri giovani? Se sì come, se no perchè?
- Quali sinergie e collaborazioni esistono tra i servizi e gli istituti scolastici che possano permettere ai servizi di dare un seguito extrascolastico alle problematiche rilevate dal personale scolastico?
In fede,
Vera Bosshard, Il Centro
Elia Agostinetti, L’alternativa
Davina Fitas, Il Centro
Gregorio Aostalli, Il Centro












